19 Nov 2025

Intelligenza eco-artificiale

Quando l’essere umano collabora con l’AI per la sostenibilità ambientale

di EMANUELE FRONTONI

Definiamo intelligenza eco-artificiale tutto quel che possiamo fare in una visione di collaborazione tra essere umano e AI per affrontare le complesse sfide che la sostenibilità ambientale ci pone davanti. Tra i nostri studenti questo è un settore in primissimo piano per percezione e per urgenza di intervento, con grandi squilibri territoriali su scala globale. È anche il settore dove abbiamo tutti l’impressione di poter fare molto meglio: pensiamo soprattutto agli sprechi causati dalle manutenzioni delle reti idriche e a quelli legati ai nostri comportamenti come utenti. Abbiamo di recente lavorato a due progetti digitali proprio nell’ambito dell’acqua. Il primo è un progetto europeo che coinvolge numerose scuole in Italia, Francia e Spagna. Per l’occasione abbiamo utilizzato veri e propri giochi, detti serious games, che stimolano i nostri giovani a un consumo più consapevole di questa importante risorsa naturale. Il secondo è, invece,
un progetto che fa uso di metodi di intelligenza artificiale e ha lo scopo di supportare l’uomo nell’analisi automatica di anomalie nei consumi. In questo caso, lavoriamo su grandi quantità di dati geolocalizzati che ci permettono, ad esempio, di individuare acquedotti che necessitano di una manutenzione e inconsistenze di dati che potrebbero significare perdite.

L’altro ambito su cui stiamo lavorando intensamente è quello della sostenibilità dell’agricoltura, campo di applicazione per tante tecnologie della robotica e della visione artificiale. Da anni ci capita di vedere droni sorvolare i nostri campi o di conoscere agricoltori sempre più abituati a utilizzare immagini satellitari. Le immagini raccolte hanno sempre più spesso un contenuto detto iperspettrale. Sono cioè capaci di vedere oltre il visibile e di catturare molte più informazioni rispetto all’occhio umano. Con questi preziosi dati e con tante competenze interdisciplinari possiamo addestrare algoritmi di AI capaci di misurare il bisogno d’acqua del suolo con eccellente accuratezza. In gergo tecnico viene chiamato water stress: è la base con cui si ottimizzano i sistemi di irrigazione automatica. Possiamo risparmiare fino al 30% dell’acqua usata in agricoltura, rendendo sostenibili molte coltivazioni che con l’innalzamento delle temperature faticano ad esserlo.

Le applicazioni italiane di intelligenza eco-artificiale, su scala nazionale e internazionale, sono numerosissime. È possibile, per esempio, prevedere il fabbisogno di acqua di un territorio e regolare la portata di sorgenti e reti idriche. Questo metodo predittivo basato sull’AI permette di ottimizzare il modo con cui attingiamo ai singoli pozzi di quelle sorgenti, capire e modellare meglio le relazioni tra pioggia e neve caduti in inverno e quantità di acqua che potremo utilizzare nei periodi di siccità, per avviare tutte le misure preventive che scongiurino blocchi di fornitura. Ancora, a difesa delle popolazioni colpite da dissesto
idrogeologico, l’intelligenza artificiale può agevolare gli allarmi preventivi quando un torrente sale di livello troppo velocemente, grazie all’installazione di reti di sensori di portata e pluviometri. L’ultimo settore di interesse è quello dell’influenza dei comportamenti di noi utenti. I comportamenti collettivi sono preziose fonti per i nostri big data. Essendo umani siamo, per fortuna, influenzabili. L’intelligenza artificiale applicata alle reti sociali da una parte ci aiuterà a comprendere e conoscere opinioni, problemi e risultati di campagne di sensibilizzazione con una grande accuratezza. D’altro canto, l’utilizzo non etico di questi dati inerenti a comportamenti collettivi potrebbe influenzare in maniera non democratica scelte e opinioni. Sta a noi continuare ad educare i nostri giovani verso una consapevolezza rispetto all’AI e all’importanza di mantenere un pensiero critico. Ne va della sostenibilità ambientale e, in ultima analisi, del futuro del nostro pianeta.

Il design diventa sostenibile

L’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente anche l’intera filiera dell’industria dell’arredamento, comportando delle innovazioni rivoluzionarie che vanno dalla gestione delle foreste fino al riciclo dei mobili a fine vita e ai sistemi di supporto al design di prodotto, con un particolare interesse per le cosiddette collezioni digital native.

Questo cambiamento epocale promette di rendere il settore più efficiente, sostenibile e orientato al cliente. Il viaggio di un mobile inizia nelle foreste, dove l’AI sta già lasciando il suo segno. Sofisticati algoritmi analizzano immagini satellitari e dati raccolti dai droni per monitorare la salute degli ecosistemi boschivi e ottimizzare la gestione sostenibile
delle risorse. I modelli di AI possono prevedere con precisione la crescita degli alberi e la resa del legname, permettendo di pianificare tagli sostenibili con anni di anticipo.

Nella fase di raccolta e lavorazione del legno, l’AI gioca un ruolo cruciale nell’ottimizzazione. Sistemi di visione artificiale esaminano ogni tronco, determinando il miglior schema di taglio per massimizzare l’utilizzo e minimizzare gli scarti. Le tecnologie AI hanno dimostrato di poter ridurre gli sprechi di legno in modo significativo, con percentuali che in alcuni casi superano il 20%.

Il design e la Progettazione dei mobili sono forse gli ambiti dove l’impatto dell’AI è più evidente. La AI generativa sta rivoluzionando il processo creativo, creando infinite varianti di design che ottimizzano forma, funzione e sostenibilità. Le piattaforme di GenAI possono supportare i designer nel creare interi cataloghi di mobili in poche ore, tutti adattati alle ultime tendenze di mercato e ai principi di eco-design. Gli algoritmi di machine learning e i modelli di GenAI analizzano enormi quantità di dati su materiali ecologici, processi produttivi efficienti, tendenze di mercato e preferenze dei consumatori per generare concept innovativi che sarebbero difficilmente realizzabili con i metodi tradizionali.

Alcune aziende del settore stanno iniziando ad esplorare le potenzialità della GenAI per creare collezioni innovative, esteticamente accattivanti e a basso impatto ambientale, note come digital native. L’obiettivo è di ridurre al minimo la necessità di campionature ed esposizioni fisiche, prediligendo i percorsi espositivi completamente digitali. Queste
collezioni rappresentano un nuovo paradigma nel design sostenibile. L’uso dell’AI in queste fasi di progettazione
arriva fino al cosiddetto design generativo. Creativi e sistemi di GenAI – ricordiamo sempre che questi sistemi non sono creativi: questo prezioso compito resta una peculiarità dell’essere umano! – collaborano tra loro nelle fasi di ideazione e di creazione di tutti i modelli digitali, rendendo più efficienti la modellazione 3D e le renderizzazioni e personalizzazioni. Tutto finisce in canali online e app alla ricerca della conferma dell’apprezzamento del mercato. Solo dopo aver raccolto dei dati significativi si passa alla produzione.

Nella produzione, robot guidati dall’AI eseguono compiti complessi di assemblaggio con precisione millimetrica, mentre algoritmi di ottimizzazione analizzano costantemente i dati di fabbrica per migliorare l’efficienza. In molte aziende, l’implementazione dell’AI ha portato ad aumenti di produttività superiori al 30% e ad una riduzione significativa degli errori di produzione. La rivoluzione dell’AI si estende anche alla logistica e alla distribuzione.
Sistemi intelligenti pianificano le rotte di consegna più efficienti, riducendo le emissioni di CO2, mentre modelli predittivi anticipano le tendenze di mercato, permettendo una gestione ottimale delle scorte. Nel retail, app di realtà aumentata basate su AI consentono ai clienti di visualizzare i mobili nel proprio spazio prima dell’acquisto, rivoluzionando l’esperienza d’acquisto.

L’AI sta trasformando anche la fase di fine vita dei mobili. Algoritmi avanzati analizzano la composizione dei prodotti per determinare il miglior metodo di riciclo, mentre la GenAI viene utilizzata per creare design che facilitano lo smontaggio e il recupero dei materiali.

Per approfondire (suggeriti da Emanuele Frontoni)

LIBRI

Emanuele Frontoni, AI, ultima frontiera ROI Edizioni 2024

FILM

Her di Spike Jonze, 2013

PODCAST

2024 – Speciale Intelligenza Artificiale di Enrico Pagliarini

Emanuele Frontoni professore ordinario di Informatica all’Università di Macerata e co-direttore del VRAI (Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab) del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università politecnica delle Marche

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