25 Giu 2026

Abbronzarsi con il legno: nascono le creme solari con legno macinato

I ricercatori della South China University of Technology hanno sviluppato nuovi filtri UV a base di lignina che raggiungono un fattore di protezione solare superiore a 180.

Il legno serve anche per abbronzarsi meglio e in modo più sicuro, sostenibile e naturale: i ricercatori della South China University of Technology hanno infatti sviluppato nuovi filtri UV a base di lignina, la sostanza naturale presente nelle pareti cellulari delle piante, capace di offrire livelli di protezione molto elevati. Nei test di laboratorio, alcune formulazioni hanno raggiunto un fattore di protezione solare superiore a 180.

Questa tecnologia potrebbe anche migliorare la stabilità delle creme solari e ridurre la quantità di sostanze assorbite dalla pelle.

L’interesse verso alternative naturali nasce dalle crescenti preoccupazioni legate ai filtri chimici tradizionali. Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato come alcune sostanze presenti nelle creme solari possano essere assorbite dal corpo umano e avere effetti ancora non del tutto chiariti. A questo si aggiunge il problema ambientale: molti ingredienti finiscono in mare e possono danneggiare coralli ed ecosistemi acquatici.

La lignina rappresenta una soluzione promettente perché svolge già in natura una funzione protettiva contro i raggi UV. Il problema principale era il suo colore molto scuro, poco adatto all’uso cosmetico. Un gruppo di studiosi della South China University of Technology è però riuscito a estrarre una lignina più chiara da legni come pioppo e betulla, utilizzando processi di macinazione, setacciatura e ultrasuoni.

I risultati ottenuti sono considerati molto incoraggianti. Le formulazioni a base di lignina hanno mostrato una protezione UV ad ampio spettro con SPF intorno a 20. Ancora più interessante è l’effetto ottenuto combinando la lignina con filtri solari tradizionali: incapsulando gli agenti chimici all’interno di nanoparticelle naturali, il livello di protezione è salito oltre SPF 180.

Secondo i ricercatori, questa tecnologia potrebbe anche migliorare la stabilità delle creme solari e ridurre la quantità di sostanze assorbite dalla pelle. I primi test sull’uomo hanno dato risultati positivi, aprendo la strada a prodotti più efficaci e potenzialmente più sicuri.

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